Per questioni di lavoro ho a che fare spesso con le leggi relative alle RSA, ai centri diurni, ai servizi domiciliari, al cohousing e un po' a tutti i servizi per le persone della terza età, in particolare quelle non autosufficienti.
La prima cosa che un gestore nota, oltre alla complicatezza delle norme in materia e alla quantità di requisiti richiesti dalle varie regioni, è che poi ogni regione, nel senso federalista più puro, ha varato leggi che hanno creato un sistema frastagliato e molto diversificato sul territorio nazionale.
Dal punto di vista del cittadino (e contribuente) ci si trova davanti a diritti e servizi profondamente diversi a seconda delle zone, non solo delle regioni, ma anche al loro interno in base alle differenti organizzazioni pubbliche della sanità e del sociale.
Mi sono messo allora a cercare di capire come funzionassero i vari sistemi e ho scelto le regioni più rappresentative, non solo per numero di abitanti, ma anche per spesa pubblica. Il campione che ho preso in considerazione è rappresentativo di oltre l'80% della popolazione nazionale e si riferisce alle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia.
In molte regioni i servizi sono riferiti sia cittadini che hanno ottenuto una convenzione dai servizi sanitari, sia a cittadini che pagano privatamente i servizi delle strutture. Molte regioni hanno scelto di dare la possibilità agli utenti di fruire dei servizi in base alla isogravità clinica e alle patologie sofferte oltre che, per la parte sociale, in base all'ISEE. Sul modo di catalogare le patologie c'è spesso un disallineamento in base alle norme e ai regolamenti. Sull'ISEE poi c'è molto da dire, non solo perchè gli indici economico patrimoniali sono altamente condizionati dall'evasione fiscale e dalle manovre elusive (pre ricovero) delle famiglie ma anche perchè, ogni tanto, hanno un effetto criminogeno: cioè il fatto che chi ha redditi e patrimoni più alti, e quindi maggiore contribuzione, venga escluso dai servizi induce molte persone ad attrezzarsi al fine di ridurre i redditi dichiarati...
Troverete una scheda per ogni regione che riassume, per quanto possibile, il funzionamento delle strutture per anziani non autosufficienti. Troverete poi un documento riassuntivo generale dove ho messo a confronto, in maniera grafica, per quanto possibile, i vari sistemi e dove ci sono delle considerazioni generali.
Ritengo che questa ricerca possa essere anche di aiuto a chi lavora nel settore o ai cittadini che hanno bisogno di capire come muoversi al momento in cui si rende necessario effettuare delle scelte in tema.
Download Matrice_127_indicatori_trasversali_RSA_v1.5_CAPITOLO_STATISTICO_settembre_2026
Download Campania_RSA_v2.6_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Emilia_Romagna_CRA_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Friuli_Venezia_Giulia_RSA_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Lazio_RSA_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Liguria_RSA_RP_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Lombardia_RSA_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Piemonte_RSA_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Puglia_RSA_v2.4_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Sicilia_RSA_v2.4_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Toscana_RSA_v2.1_UNIFORMATA_con_autori_settembre_2026
Download Umbria_RSA_RP_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
Download Veneto_RSA_v2.0_UNIFORMATA_settembre_2026
V.
Ferruccio de Bortoli ragionava a fine agosto sul Corriere della Sera intorno al dibattito aperto dal libro di Gad Saad, psicologo e studioso di marketing libanese-canadese, intitolato “L’empatia suicida, morire per essere gentili”, di prossima pubblicazione anche in Italia. Per l’autore l’Occidente sta morendo di empatia: saremmo troppo buoni, troppo disponibili nei confronti dei più deboli, in particolare dei migranti, in specie quelli provenienti da un contesto islamico. Di questo passo finiremo presto per essere invasi e sopraffatti. Il volume punta il dito contro le “élites globaliste” che si possono permettere di essere compassionevoli vivendo nei centri storici ZTL o in esclusivi compound, mentre nelle Sassonia-Anhalt – potremmo dire oggi – dell’Occidente si vive il lato oscuro della globalizzazione con cittadini che reagiscono di conseguenza. Davvero l’empatia è la malattia contemporanea dell’Occidente che può condurci al suicidio? Secondo tale tesi l’unico modo per evitare un tale suicidio sarebbe quello di abbandonare i nostri valori, validi solo in tempi meno difficili di quelli odierni.
Esistono decine di decaloghi in rete rispetto all'uso dei telefonini, sia a scuola che nei locali pubblici. Ho trovato però pochi riferimenti relativamente all'uso degli smartphone nelle aziende, in particolare per i ruoli impiegatizi e dirigenziali.
Spesso, nel bel mezzo di riunioni, anche importanti, si viene interrotti da suonerie più o meno sguaiate e da qualcuno che, magari, risponde pure all'amico che vuole semplicemente un consiglio.
Nella nostra azienda, anni fa, avevamo elaborato un primo elenco di regole da seguire. A distanza di anni quell'elenco ha bisogno di un aggiornamento, un po' perchè le possibilità dei telefoni si sono moltiplicate, un po' perchè, sovente, l'educazione è una dote che non si riesce a gestire.
Questo piccolo decalogo spero possa essere di aiuto a chi ha bisogno di mettere un pochino di ordine e, magari, ha difficoltà a imporre al collega/amico alcune regole di base.
1) durante le riunioni le suonerie (tutte, chiamate, messaggi e notifiche) devono essere silenziate (a volte disturba anche la vibrazione);
2) anche fuori delle riunioni è meglio evitare, negli uffici, le suonerie troppo rumorose o quelle cantate (ora c'è anche la moda di avere come suoneria canzoni cantate);
3) mentre si parla con clienti e fornitori, o in colloqui importanti (magari con dipendenti o collaboratori), è necessario avere la suoneria e le notifiche spente;
4) a tavola è educato non tenere lo smarphone vicino ai piatti dove si mangia (un errore che a volte commetto anche io);
5) nei luoghi pubblici (scuole, treni, autobus, tribunali, aerei, musei, uffici pubblici, convegni, seminari, corsi, etc) è educazione, e a volte obbligatorio, tenere le suonerie spente;
6) evitare di effettuare/ricevere chiamate personali in maniera eccessiva mentre sei al lavoro; in caso si debba effettuare una chiamata personale urgente o si debba rispondere, è opportuno allontanarsi dalla propria postazione di lavoro e dai colleghi;
7) evitare di scattare fotografie o girare video, e anche di diffonderle/i, di documenti aziendali senza opportuna autorizzazione;
8) l'uso di Whatsapp e di Telegram (o di altra messaggistica) è bene gestirlo, durante le ore d'ufficio, per attività di lavoro, direttamente dallo schermo del PC, per evitare ulteriori distrazioni;
9) non siete tenuti ad effettuare/ricevere chiamate di lavoro fuori dall'orario di lavoro. Stessa cosa per i messaggi (compresi i gruppi);
10) non effettuare mai registrazioni vocali senza autorizzazione specifica;
11) Non importa leggere i messaggi o le notifiche immediatamente, prenditi 5 minuti ogni due ore per controllare.
12) E' sempre buona educazione, durante le riunioni o nei luoghi pubblici, nel caso si debba rispondere ad una telefonata, alzarsi e spostarsi in un luogo in cui non si disturbano gli altri.
V.
Mi piace pensare che il traffico e l'economia funzionino in modo simile, entrambe le materie si basano sulla fiducia.
E' del tutto evidente che il traffico, nonostante auto sempre più sicure e performanti e maggior numero di strade (non sempre adeguatamente manutenute), tende a rallentare. Un po' dipende da scelte politiche (come i famosi 30km/h, ztl, etc.), un po' dipende, secondo me, da altri fattori, tra cui i primi dei quali, secondo me, sono l'invecchiamento della popolazione, il maggior numero di immigrati non adeguatamente formati alla guida, i giovanissimi che non hanno più il percorso autoformativo che nasceva con l'acquisto del I motorino, i tanti ragazzi che si muovono su mezzi "leggeri" (biciclette elettriche, monopattini, motorini...) per effettuare consegne della gig economy e, non ultimi, i furgoni che viaggiano sparati per effettuare consegne di vario genere, spesso legate agli acquisti on line.
Per chi vive nelle grandi città, ma anche in quelle molto operose, come Prato, il traffico ha un peggioramento costante, non solo nella velocità media, ma anche nella scorrettezza dei comportamenti e nella aggressività media dell'automobilista/camionista. Non solo biciclette e monopattini che viaggiano contromano a velocità non adeguate, anche furgoni e camioncini che viaggiano troppo veloci e parcheggiano ovunque, poi persone varie con auto troppo grandi per le dimensioni medie delle nostre strade e spesso incapaci di gestirle adeguatamente, oltre a tutti quelli che non rispettano le precedenze, le velocità (anche in senso di lentezza), i divieti vari...
Vivo fuori città, per arrivare a casa mia, bisogna percorrere circa 3km di strade strette di campagna, con pochi punti dove scambiarsi. Se non conosci bene la strada e non sai manovrare adeguatamente rischi seriamente di rimanere incastrato o di creare intasamento. Ci sono alcuni ristoranti famosi nella zona e molti avventori, anche stranieri, con auto ingombranti, si infilano senza avere le capacità non solo di manovrare, ma anche, banalmente, di fare retromarcia... Più di una volta ho perso decine di minuti per intasamenti assolutamente inutili e irritanti, creati da persone incapaci di fare 15/20m in retromarcia... Questo è solo un piccolo esempio di come funziona il traffico adesso.
Anche l'economia, nella mia esperienza, ha un funzionamento simile: quando la fiducia si incrina le persone frenano gli investimenti e lo sviluppo generale ne risente. Ho avuto ogni tanto a che fare con incapaci, incompetenti, truffatori, criminali. Ma dai truffatori e dai criminali ti difendi bene, fintanto che sai che lo sono e sei adeguatamente informato, dagli incapaci e incompetenti molto meno. Ci vuole un po' di tempo per capire lo status di una persona, non solo se abbia o meno i mezzi per lavorare nell'imprenditoria o nelle professioni, ma anche per capire se ha l'attitudine. Ultimamente mi è capitato di incontrare anche gente palesemente disonesta ma, non sempre, ne sono stato informato preventivamente. Per cui devi sempre partire con calma, negli affari. Prima di concedere fiducia è necessario un periodo di decantazione, di messa alla prova. Altrimenti, come fanno tanti, semplicemente ti metti i soldi da parte e magari li affidi a dei fondi che li investiranno su una multinazionale degli armamenti, o su un'altra azienda che trivellerà nell'artico, oppure per costruire una nuova reggia in un paese arabo.
E quei soldi, come succede sempre più di frequente (anche con la morte delle banche locali), saranno investiti lontano da te, dalla tua città, dalle tue abitudini, dai tuoi desideri...
V.