Tra le varie questioni fiscali/amministrative, relative alle attività dei servizi socio/sanitari/educativi, che necessitano di chiarimenti da parte degli enti pubblici, c'è sicuramente la questione IMU.

E' da un po' di tempo che ci si chiede come mai enti o società che svolgono attività di interesse pubblico e che hanno margini molto limitati, anche per scelta deliberata degli enti pubblici (ai quali sovente forniscono servizi), non godano di una reale agevolazione legata agli immobili, in particolare alla tassazione degli stessi, e quindi all'IMU.

Capisco la necessità di fare cassa, ma spesso quei soldi derivano da rette pagate da comuni, ASL, ministeri, etc., pertanto, di fatto, quei soldi sono una partita di giro e, tra l'altro, mettono in abbondante sofferenza le casse degli enti gestori (cooperative, società di vario genere, associazioni, fondazioni, enti religiosi, etc.). 

Chi infatti gestisce una RSA, una RSD, una scuola, spesso ha a che fare con immobili di dimensioni importanti e quindi abbondantemente gravate da IMU.

Per questo, poi ne seguiranno altre su altri argomenti, abbiamo fatto una ricerca a campione su vari comuni toscani, per capire se, e in che maniera, vengano agevolati tali immobili. La risposta è molto semplice: in nessuna maniera.

Allego qui la nostra ricerca, su 12 comuni toscani, che poi aggiorneremo man mano che aggiungeremo altri comuni.

Qui trovate un aggiornamento a 20 comuni toscani e umbri

V.